“Sfùmati!” – La campagna della Regione Emilia-Romagna contro i rischi del fumo

Quanti falsi miti esistono sui nuovi dispositivi per fumare? Tantissimi. Quante scuse si hanno per non smettere? Nessuna.

Sfida

Come parlare di fumo a una generazione che la sigaretta tradizionale l’ha già archiviata come roba “da boomer”, ma che intanto svapa, fuma tabacco riscaldato e mastica sacchetti di nicotina tra i banchi, convinta che le alternative non facciano male?

Soluzione

Un concept – “Sfùmati!” – che usa il linguaggio creativo, diretto e provocatorio dei più giovani per ribaltare la falsa percezione di sicurezza dei nuovi dispositivi. Il messaggio è netto e agisce su più livelli: fumare fa male, le alternative fanno altrettanto male, e mescolarle crea cocktail di sostanze senza precedenti. A questo si aggiunge l’attenzione all’ambiente, perché mozziconi ed e-cig sono anche rifiuti che inquinano e vanno smaltiti nel modo giusto. Il tutto declinato su una landing page informativa, video tematici e materiali offline pensati per presidi sanitari, scuole e luoghi pubblici.

Fattore Community

Un divieto calato dall’alto non cambia un’abitudine. Una verità raccontata nel giusto modo, con il linguaggio giusto, invece sì. Invece di puntare il dito in tono accusatorio, “Sfùmati!” si mette al fianco dei più giovani, dà loro gli strumenti per riconoscere ciò che hanno in tasca e li accompagna in un percorso di consapevolezza. Una campagna di salute pubblica che diventa conversazione condivisa: tra coetanei, a scuola, in famiglia, negli spazi pubblici.

Due manifesti raffigurano una persona che svapa, circondata dal fumo, con avvertenze sanitarie italiane sul fumo.
Una donna sullo schermo di uno smartphone con la scritta “4,5 TRILIONI/ANNO” su sfondo arancione.
Una persona sullo schermo di un telefono con diverse sigarette elettroniche sovrapposte digitalmente intorno alla testa.